Romano Reggiani è un giovane attore ma già molto affermato. Lo vedremo a breve nella serie 1993 diretta da Giuseppe Gagliardi, che andrà in onda su Sky a partire da domani 16 maggio. Ecco cosa ci ha raccontato l’attore.

Il volto è quello di una generazione giovane e piena di idee e lui, Romano Reggiani, non solo per finzione scenica ma anche nella vita è uno pieno di idee e di cose da fare. L’esordio al cinema di Reggiani avviene nel 2009 con il film “Il bar Margherita”, diretto da Pupi Avanti e poi tante fiction di successo, da “Il Restauratore”, “Una grande famiglia”, “È arrivata la felicita2”, sino ad arrivare alla serie cult di Sky “1993”.

romano reggiani

Nella serie 1993 interpreti Leonardo Notte nella fase giovanile, che poi ruolo da adulto viene interpretato da Stefano Accorsi. Come è nata questa esperienza?

“E’ stato assurdo poter partecipare a questa serie e sono contento di essere stato scelto per interpretare un ruolo del genere, anche perché c’è una bella responsabilità dietro al mio personaggio: non solo è il protagonista della serie ma è anche un personaggio condiviso con Stefano Accorsi…”

Continua-“Ricordo ancora che andai una mattina a fare il canonico provino, mi fecero fare una scena con una ragazza, e poi tempo due settimane ebbi la bella notizia. Più che altro fino a quel momento pensavo dentro di me: “Io e Stefano siamo diversissimi, sarà impossibile…. E invece…”

Come ti sei calato nei panni del personaggio? Hai avuto difficoltà particolari?

“Gli anni 70’ sono i miei preferiti, non so perché, oltretutto io sono giovanissimo e quindi per me sono anni totalmente immaginari. Mi sono dovuto documentare, leggendo alcune cose e parlando con molti personaggi che mi hanno illuminato. Ho lavorato cercando di essere Stefano, ancor meglio di essere Leonardo Notte”.

continua-“Devo dire che su questo set il mio lavoro è stato abbastanza duro, e ringrazio Anna (la coatch di Stefano, ndr) che mi ha seguito durante la creazione del personaggio. Le difficoltà delle mie scene stavano nel riassumere in poche pagine tantissime cose, tantissimi sentimenti contrastanti… E quindi è stata una sfida, e sono stato contento perché mi hanno detto che è andata bene.”

Un consiglio ricevuto da Accorsi per dar vita al suo Leonardo da giovane?

“Eravamo seduti sul tavolo di casa sua io, Lui e Anna. Io ero arrivato direttamente da Bologna e quindi mi sono fiondato con tutte le mie cose in casa sua come un profugo e poi, dopo un bel caffè, ci siamo subito messi a parlare, e ci siamo trovati bene…”

continua-“La cosa che mi ricordo è che parlavamo insieme e ci confrontavamo sui sentimenti di quest’uomo e allora è stato lì che Stefano mi ha fatto capire che Leonardo Notte è un’anima libera, senza limiti e forse senza rancori, tipo un lupo nella notte, il capo branco… Poi tra una sigaretta e l’altra siamo arrivati a parlare di qualsiasi altra cosa(ride, ndr).”

Quale è stata la tua formazione attoriale?

“Io sono “tecnicamente” un perito agrario, l’estate dell’esame di quinta ho provato quasi per gioco a fare il provino di ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia e l’ultima cosa che pensavo era di essere preso, anche perché ne prendono pochissimi. Alla fine mi hanno preso e quindi la mia vita in un certo senso è cambiata: basta piante e insetti, più storie e cinema!

continua-“Sono stati tre anni importanti per la mia formazione, ho imparato che vuol dire fare questo mestiere, non tanto perché ho imparato a recitare, anzi io sostengo che quello sia un talento naturale e basta, non esistono scuole dove si impara a recitare… Il Centro sperimentale mi ha insegnato a vivere il cinema e a vivere in un ambiente strano e pieno di difficoltà sentimentali.”

Avevi già recitato in set cinematografici e televisivi, quali sono le differenze più evidenti ?

“Prima di 1993 ho fatto altre cose. Il mio primo lavoro è stata una bellissima parte nel film “Tempo instabile” di Marco Pontecorvo, dove interpretavo un piccolo campione di Baseball ed è stata un’esperienza attoriale bella, ma diversa. Poi ho lavorato per la Rai nella serie “Una Grande Famiglia” e poi ho fatto una serie anche per Mediaset “Tutti insieme all’improvviso”.

continua-“Le differenze evidenti tra un lavoro e un altro sono le storie e le scelte che la rete prende. Secondo me uno dei problemi della televisione italiana è che si parla sempre delle stesse cose, sempre delle stesse vicende famigliari, degli stessi amori, delle scuole ecc. E quindi tutto diventa monotono. Io sono contentissimo di fare questo mestiere ma spero in storie nuove, nuove scommesse e personaggi più complessi”.

Nella vita sei un attore e anche un musicista, da dove nascono queste due passioni e come riesci a portarle avanti?

“Fin da piccolo giravo nel parchetto dietro casa tanti cortometraggi con i miei amici, abbiamo persino vinto il Festival di Torino sottodiciottoper tre volte. E’ stato facendo queste esperienze che ho capito che amavo fare il cinema e volevo raccontare delle storie. Invece per quanto riguarda la musica è un’altra storia: a Roma, in camera mia, per anni scrivevo canzoni per me e basta, per passione.”

continua-“Un giorno ho deciso di fare un tentativo: ho registrato alla brutta nel mio Iphone una traccia e poi l’ho fatta sentire in giro senza dire che fosse mia, la gente era entusiasta e mi chiedeva chi fosse questo cantante… E da lì è nata la collaborazione con Giorgio Cencetti, alias DJFarrapo, grandissimo musicista, che mi ha prodotto l’album. Ora suono spesso in giro e mi diverto! Sentitevi i pezzi, magari vi piacciono…”

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Francoise Rolles

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