Alberto Angela è diventato probabilmente il divulgatore scientifico più famoso d’Italia e ci ha rilasciato un’intervista esclusiva a 360° in vista del suo programma “Stanotte a San Pietro” in onda questa sera su Rai 1.

La Rai, la televisione Vaticana e Alberto Angela presentano un programma unico, semplicemente straordinario che andrà in onda questa sera su Rai 1 alle 21:15. Il divulgatore scientifico più famoso d’Italia vi invita con lui in  un viaggio in 4K per ammirare una delle meraviglie del mondo come non l’avete mai vista in “Stanotte a San Pietro“. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva su questo, gli archivi segreti romanzati da Dan Brown, la nuova serie capolavoro di Paolo Sorrentino “The Young Pope” e il suo essere diventato un sex symbol e fenomeno social. Guardate il video e leggete l’intervista su Talky ad Alberto Angela!

Alberto Angela, ci porterai a vivere una nottata a San Pietro, cosa ci farai vedere che non vediamo di solito?

“Cose che non si vedono di solito, l’archivio segreto, le cento fontane dei giardini, i luoghi in cui i papi passeggiavano. Entriamo anche nel dietro le quinte, nella struttura all’interno del Vaticano. Quando ti trovi un Cristo da dover restaurare come si fa? Arriveremo in un luogo in cui la scientifica e i restauratori stanno salvando delle opere. Il Vaticano è un luogo dove si fa ricerca. È un museo, ma non solo perché vedi come sono nate certe opere d’arte e se ne scoprono altre. C’è una necropoli dove si possono trovare opere. Vedremo anche altre cose che si vedono solitamente ma in modo diverso con la tecnologia 4K. Entreremo a San Pietro senza nessuno, senza le 20 mila persone che ci sono solitamente. Vedrete tutto come se vi dessero le chiavi ed è una sensazione unica”.

 

Per sopravvivere agli “Archivi segreti” ti sei ispirato al Robert Langdon di Dan Brown?

“Sono totalmente diversi da come sono stati raccontati, sono archivi normalissimi con dei faldoni lunghi decine di km in linea area. Non esistono luoghi tecnologici che si vedono nei film, il segreto non è qualcosa che non si deve sapere ma è inteso come segreteria. Contengono amministrazione, ma anche le lettere da varie parti del mondo. Quando hai decine e decine di km non senti la magia del mistero, ma quella della storia. Si tirano fuori lettere di persone, proprio da un altro degli archivi invece tiriamo fuori una lettera di Michelangelo che sente avvicinarsi la morte e si pone delle domande. Io vedo la piccola storia delle persone negli archivi della grande storia”.

Hai avuto l’onore di poter girare un programma in Vaticano a differenza di Sorrentino per “The Young Pope”, da divulgatore scientifico che ne pensi?

“Non parlo mai del lavoro degli altri, io trovo che Sorrentino sia un grande regista in grado di utilizzare le tecniche del cinema in modo magistrale. Sono stato tante volte a filmare il Vaticano prima con Ulisse e poi per dei dvd. Devo dire che i film sono una cosa e i nostri programmi sono altro. Trovo che ci sia magia e fascino in entrambe le cose, ma non li unerei. Trovo che girare in Vaticano sia difficile per la logistica, ti pone davanti ad una serie di incastri e di tempi notevoli. Sono stati tutti disponibili, ma ci vuole almeno un’ora e mezza per preparare un set. Non so nel caso di Sorrentino”.

Abbiamo postato una tua foto su Instagram e ha fatto moltissimi like in pochi secondi, Francesca Michielin dorme con una coperta con il tuo volto sorridente stampato sopra, sei diventato un idolo e un sex symbol magari tuo malgrado. La cultura almeno ha successo…

“Io la vedo così, la cosa che è importante è il messaggio più che il messaggero. Dobbiamo far passare l’incredibile ricchezza che abbiamo non tanto delle opere d’arte. Devono passare le sensazioni, le emozioni che provi quando li guardi sono i motivi dei quadri. Mi sono occupato recentemente della Gioconda con quel volto enigmatico perché Leonardo non le ha fatto le sopracciglia e ha sfumato gli angoli degli occhi e della bocca, non si riesce a capire a cosa sta pensando. La mancanza di riferimenti fa si che la Gioconda sia uno specchio, un proiettore delle proprie sensazioni. Li ti accorgi che Leonardo ha fatto un capolavoro, non ha fatto un quadro ma un quadro che da sensazioni diverse ed è straordinario. Potrebbe averla realizzata in Vaticano ospite di Giuliano De Medici. Oggi dove passano milioni di persone, 500 anni fa Leonardo in quel punto esatto dipingeva un capolavoro della storia. Non è incredibile?”


Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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