Ottimo riscontro per “Natale in comdominio”, sia in termini di pubblico che di gradimento, per il ritorno dell’accoppiata vincente formata da Walter Garibaldi e Fabio Massimo Casavecchia. Eccellente la partecipazione di Manuel Aspidi.

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“Natale in Condominio” prodotto da “Momento Danza”, scritto e diretto da Walter Garibaldi, con le coreografie di Fabio Massimo Casavecchia (anche attore protagonista) la presenza speciale di Manuel Aspidi ed appena visto al Teatro Euclide di Roma, è stato ragionevolmente parlando, un buon successo. Ci troviamo di fronte comunque ad un allestimento monstre con oltre 40 persone equamente divise tra artisti e tecnici ed una dozzina di deliziose bambine, vera sorpresa del secondo atto (l’entrata in scena di queste “ragazze” è semplicemente da antologia). La storia è la seguente: fa molto freddo quest’anno all’interno del fabbricato amministrato da Fabio (Fabio Massimo Casavecchia, mattatore assoluto) e sua moglie Debora (Deborah Quintili, svalvolata, distratta e divertita da quel suo incedere naif sul palcoscenico ed il sorriso sornione con cui tiene testa al marito-compagno di scena). Purtroppo le quote pagate dai condomini non sono mai arrivate alla società che gestisce il riscaldamento, ecco il motivo per il quale tale servizio è stato cessato. Stavolta l’amministratore in effetti è innocente ma la situazione è davvero insostenibile, essendo l’inverno più freddo in assoluto registrato a Ponte Mammolo, quartiere periferico della Capitale. L’intento di Fabio è quello di organizzare uno spettacolo di raccolta fondi e saldare il debito ma visto l’esito poco felice del precedente, la vendita dei biglietti è inesistente. Ma ecco l’ideona: lo show sarà dedicato alla memoria del costruttore del palazzo, l’Ingegnere Felice Dalle Palle, perito alla veneranda età di 117 anni, con una sola figlia erede dell’impero, Vera Dalle Palle (Giorgia Benci, bastarda, eccessiva quanto basta e dagli assurdi e funzionali tempi comici) residente al piano terra. La “Signorina” accetta d’incontrare l’amministratore e di finanziare tale progetto ma in realtà, ha una sola richiesta da fare ed è quella di scritturare il suo idolo, Manuel Aspidi, concorrente di una storica edizione di Amici e tra i partecipanti più acclamati di The Voice. La Signorina è innamorata cotta del bel Manuel ed è suo intento, quello, durante le prove di tramortirlo e rapirlo, portandolo via per sempre. Il “bravo” amministratore però insieme alle sue condomine (una valentissima ed adattissima Dorotea Trosini nel ruolo della sospettosa badante, una preparatissima e luminosa Silvia Fracassi nel ruolo della manager di Aspidi, l’irresistibile “abbinamento scoppiato” formato dalla “gattara” Antonella Soriani e dalla “bocciona” Anna Maria D’Angeli, due sventurate vigorosissime e festaiole) impedirà il “terribile” piano, salvando Manuel e l’intero condominio, dato che come esplicita richiesta per evitarle spiacevoli denunce, imporrà alla “Signorina” di saldare i regressi del condominio, iniziando dal riscaldamento. Impossibile poi non citare tra gli interpreti, un centratissimo Daniele Rosa, novello Tomas Milian con il physique du rôle di un Giuliano Gemma dei nostri giorni. Gli attori s’impegnano, sudano e faticano, conquistandosi da subito l’interesse del pubblico, completamente trascinato dagli eventi delle assurde situazioni rappresentate e francamente partecipe, assieme all’istrione Fabio Massimo Casavecchia, di un copione calibrato e perfettamente scritto che passa con disinvoltura dai gatti ghiacciati lanciati in giardino, ai film che si vedono al cinema scaricati irregolarmente in teatro, dove si trova l’ottima gratuita connessione Wi-Fi. Solo ad esempio la scena del puntale di Natale, interpretata da una piccolissima bambina, meriterebbe elogi per delicatezza e grande sensibilità. Inoltre come già più volte anticipato, l’apporto dell’eccellente Fabio Massimo Casavecchia è essenziale per stabilire una complicità con la platea che immediatamente riporta alla mente i mattatori della rivista, i capocomici così ben disegnati e tratteggiati da Totò, Aldo Fabrizi ed Alberto Sordi. Magari forse, alcune forzature interpretative, alcune asperità, alcune grossolane cose palesemente improvvisate, andavano rigorosamente levate ma rimane comunque un lavoro degno di menzione e plausi. La durata ad esempio, è stata eccessiva e bisognava intervenire di forbice, troppi 17 balletti, davvero tanti (tutti comunque ottimamente coreografati da un Casavecchia in grande spolvero) ed alcuni davvero slegati dalla storia principale. Così come troppi sono stati i finali del racconto, ne abbiamo contati quattro, quando ne bastava solo uno: si riaccendevano i riscaldamenti del condominio e si passava velocemente alla scena del puntale, per chiudere con il balletto di Babbo Natale. Imperdibile l’omaggio al film “7 Spose per 7 Fratelli”, così come siamo stati piacevolmente stregati dalle due prime ballerine di “Momento Danza”, la mora Arianna Pucci e la bionda Giada Pasqualucci. Le ragazze, dal volto dolcissimo e comunicativo, accompagnate da un fisico esemplare sono quanto più di bello possa mostrarsi adesso sopra un palcoscenico, sia per tecnica raggiunta che per qualità estetiche. La matrice professionale del coreografo Fabio Massimo Casavecchia, esplode in un turbinio di illuminazioni costanti e sorprendenti, facendo di ogni balletto un quadro vivente dalle molteplici interpretazioni (le suore in sovrappeso che diventano entreneuse d’alto bordo, l’omaggio a Loretta Goggi di una somigliantissima e gradevole Tiziana Orsini, così come il tributo a Raffaella Carrà di una sbalorditiva Marzia Cafazzo) passando ad inserire anche se stesso in uno dei momenti più esilaranti, lo spogliarello sexy al suono di una musica simpaticissima ed avvolgente che anticipa la venuta in scena di “Consolazione” un pezzo cavallo di battaglia di Alida Chelli, qui completamente rivisitato con cui si chiude il primo atto in un tripudio di risate travolgenti. Ciliegina sulla torta, oltre alle applauditissime e scatenate bimbe, un Manuel Aspidi talentuoso cantante in grado di rivitalizzare il classico di Leonard Cohen “Hallelujah”, commuovendo il pubblico letteralmente in estasi e stregato da una voce magistrale, struggente e vissuta. Citiamo anche il restante cast, i ballerini solisti Gianluca Milana e Daniele Pompozzi (di livello eccelso, qualitativamente completi), Monica Barakat (sensuale, sbarazzina e danzatrice corretta) William Romani (grintoso) , Maria Giovanna D’Amore (leggiadra e stralunata sorella Kessler) Ivan Valletti Micali e Joseph Altamura (i due belli che ballano), Simone Quintili (espansivo). Tirando le somme, per raggiungere la perfezione dovrebbe ampliarsi la sinergia tra chi ha firmato la regia ed il testo e chi ha ideato le coreografie, perché a volte l’impressione generale è che ognuno sia voluto andare sulla sua strada, senza ascoltare le esigenze dell’altro. Si raggiungesse l’alchimia che davvero auguriamo, la vincente accoppiata Garibaldi-Casavecchia potrebbe essere foriera di grandi soddisfazioni per lo spettacolo italico, tutto. In generale davvero bravi. Una Produzione Momento Danza.


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Francoise Rolles

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