Cristiana Capotondi racconta in un’intervista esclusiva cosa ha rappresentato per lei interpretare Lucia Annibali nel film “Io Ci Sono”.

Cristiana Capotondi interpreta Lucia Annibali, l’avvocatessa sfigurata con l’acido da Luca Varani nel film “Io Ci Sono”. Ecco la nostra intervista esclusiva in cui parla di cosa ha significato per lei questa occasione.

Qual è il messaggio principale che il pubblico televisivo dovrebbe percepire?

“Il messaggio positivo della rinascita di Lucia, spero che la storia possa essere presa d’esempio da tutte le donne che vivono le difficoltà. Credo che questa sia la parte più bella del film”.

Quando avete saputo che Lucia Annibali sarebbe stata vicina sul set avevi paura vi potesse inibire?

“Si certo, soprattutto per me. Magari la troupe e Alessandro lo hanno sentito male, ma io si visto che c’era una persona a vigilare. Noi lavoriamo sulla verosimiglianza, ma lì c’era la verità assoluta. C’è stata la restituzione di una pienezza anche psicologica di Lucia”.

La scena più complicata?

“Quella dell’agguato, dovevamo restituire una presa di coscienza. Lucia diventa cieca in pochi minuti, ma non era un dolore fisico dato che l’acido brucia i connettori nervose e quindi non senti niente. L’effetto lo senti dopo, quando ha scavato tanto da scarnificarti”.

Qual è stato il rapporto con Alessandro sul set?

“È stato fondamentale, era un personaggio al quale Alessandro ha dato molte sfaccettature ma era l’antieroe della storia. C’era un innesco iniziale di passionalità e poi con un gesto conclusivo di una relazione che arrivava in modo inaspettato. È stato un compagno di lavoro straordinario, c’era un grande lavoro di trucco e difficoltà sul set e lui si è avvicinato in modo sensibile ad una tematica senza giudicare il proprio personaggio ma chiaramente a sostegno di Lucia”.


Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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