“Io Ci Sono”  in onda questa sera su Rai 1 racconta la vera storia di Lucia Annibali sfigurata con l’acido dal proprio compagno. La vera Lucia ci ha raccontato la sua storia e il regista Luciano Manuzzi ci racconta ai nostri microfoni come ha ricostruito la vicenda a livello cinematografico. Guarda i nostri video esclusivi !

 Lucia Annibali ha dichiarato l’importanza di portare avanti la sua storia, nonostante sia molto faticoso per lei, ma la possibilità di offrire la sua esperienza ad altre persone per aiutarle le permette di superare ogni giorno le sue difficoltà. E se la sua esperienza possa dare una speranza ad altre persone, lo ritiene importante anche per superare i momenti difficili della vita e che vale sempre la pena di vivere la vita, nonostante le sofferenze.
Come fa e come ha fatto, se ha mai pensato di lasciarsi andare, e come trova l’interpretazione di Cristiana Capotondi.
“Lucia Annibali : Un pò mi ha uccisa, il viso che vedere ormai non sarà più lo stesso di quello che hanno conosciuto i miei genitori. Non mi sono mai lasciata andare, ho cercato sempre di reagire, anche se i primi giorni in ospedale sola come stessa, mi  sono sentita annullare dentro, una sensazione fisica di baratro, ma ho voluto reagire per andare avanti. E’ una scelta quotidiana che ogni giorno affronto , con il mio attaccamento alla vita e la metto in tutto quello che faccio, è una scelta di vita. Riguardo a Cristiana la ringrazio tantissimo per il suo impegno ed è stato molto bello conoscerla, ed aiutarla nel dare vita alla mia persona nella sua rappresentazione, e devo ammettere che una attrice di grandissimo talento, e sono molto contenta di averla avuto come interprete.”

 

Luciano Manuzzi ci ha raccontato da come fosse rimasto colpito da questo episodio, veramente particolare come punire una persona con l’uso dell’acido, che era un episodio che ricorda le periferie del medio oriente e non un paese civile come l’Italia. Mentre l’altro elemento che lo ha spinto è stato il coraggio di questa donna nella sua reazione, nel portare il suo volto deturpato come una prova dell’emancipazione della donna, mentre alcuni uomini nel pieno del nuovo millennio ancora ragionano come ai tempi del Medio Evo.


robertoleofrigio

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