Kim Rossi Stuart ha parlato a lungo del suo personaggio in “Maltese – Il Romanzo del Commissario” in occasione della presentazione dello show. Dal ritorno in televisione fino ai progetti futuri, quali sono i piani per l’attore?

Abbiamo incontrato Kim Rossi Stuart durante la presentazione di “Maltese – Il Romanzo del Commissario“, la nuova fiction di Rai 1. Una produzione che prevede la collaborazione di Palomar e Rai Fiction, al fianco della tedesca ZDF, e che ha registrato un boom di ascolti solo grazie alla sua prima puntata. L’attenzione per il nuovo progetto di Carlo Degli Esposti riporta sul piccolo schermo Kim Rossi Stuart, uno dei più acclamati attori italiani, a distanza di 15 anni dalla sua ultima apparizione televisiva. A tutto ciò si unisce una grande attenzione per il tema trattato in “Maltese – Il Romanzo del Commissario“, che promette di unire le figure centrali della lotta contro la mafia, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, al colosso della fiction nostrana: “La Piovra“. Ai nostri microfoni Kim Rossi Stuart ha voluto parlare anche del suo futuro riguardo ad una seconda stagione in compagnia del suo Maltese.

Chi è il Commissario Maltese?

È uno di quegli uomini che dedicano la propria vita a dei valori etici, alla giustizia, la verità. Queste cose dette in questo contesto sembrerebbero propaganda, una cosa un po’ mielosa. La verità è che il mio mestiere è pericoloso perché ti permette di entrare in empatia con un personaggio e di andare dentro a quella mente, quel cuore, quel fegato.

Per molti anni non ti abbiamo visto e le proposte saranno di sicuro arrivate. Cos’è cambiato in questo caso?

Non ho fatto televisione, così come il teatro, per 12-13 anni. È stato un ritorno tardivo, motivato in primis da questo. Mi sono ritrovato in corsa a capire che avevo un’occasione dal punto di vista umano e professionale.

Volendo fare un riferimento televisivo: Maltese – Il Romanzo del Commissario è più simile a La Piovra oppure a il Commissaro Montalbano?

La Piovra è stata l’idea da cui è partito il produttore Carlo degli Esposti. Mi ha convinto: sono andato a riguardare la fiction e al contrario di tanti prodotti televisivi odierni, a episodi, ha una trama lineare. E l’ho trovata straordinaria! Avevo 14 anni quando è uscita la prima serie, ma l’ho ritrovata non datata e con una struttura narrativa, una qualità incredibile. Adesso capisco come mai ha avuto questo successo planetario.

C’è la possibilità per il Commissario Maltese di ritornare con una seconda stagione? Oppure ti fermeresti qui?

Per adesso non mi sento di rispondere. Bisognerà farsi una domanda con coscienza, chiedersi il perché. Spesso queste cose si riducono ad un meccanismo commerciale e non sono abituato ad agire così. Se non c’è urgenza, passione e necessità, non rientra nei miei obbiettivi.

Nella serie interpreti il Commissario Maltese ma anche un papà. Questa tematica verrà approfondita nel corso delle puntate?

L’arco narrativo più melò, e che riguarda l’aspetto familiare di questa bambina, è riequilibrato da una regia asciutta e piena di enfasi. Quando gli aspetti melodrammatici vengono affrontati con la massima verità diventano universali e potenti. Spero che siamo riusciti a fare questo. Avrà il suo spazio, parallelo, nel corso delle quattro puntate.

Tra i ruoli che hai interpretato nella tua carriera, quale preferisci?

Preferisco alternare di solito, tranne su una cosa. Anche quando ho raccontato personaggi che avevano un lato oscuro pronunciato, hanno sempre vissuto una parabola esistenziale che li portava ad una consapevolezza delle proprie miserie e limiti. Di tutti quegli aspetti meno etici che possono riguardare un essere umano. No, non c’è una preferenza. Non credo nel caso: se oggi mi è stata data la possibilità di interpretare un personaggio così eroicamente positivo non è un caso. Quest’occasione mi rende orgoglioso e felice.

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morganbarraco

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